25.5.06

le carte sono rosse

le carte sono rosse

frugali scappate

ben più lontano dell’ontario

camminavo un giorno

tra le rive verdi di vernice

con i mari inscatolati

e i turbanti ben serrati tra le pieghe

e di questi quattro calici

non avevo che il ricordo

è la storia le labbra che calde

le ritrovi ogni notte più schiumose

tra i residuati di ferro e le essenze di benzene

la lana di vetro non scalda le notti d’inverno

solo tra le pareti di vetro

messe lì a custodire i nostri orgasmi

l’amore ha dato flebili segnali di

autarchia

e domani?

domani scriveremo con la plastica

che non possiamo più amarci

arancioni daremo

un figlio allo stato

sperando che almeno una volta

nella sua vita possa assaporare

l’ebbrezza dell’ossigeno

22.5.06

Galleria Marconi: Kid Napped - un occhio distorto sul mondo

Domenica 28 Maggio alle 18.00, alla Galleria Marconi ci sarà “FIRST YEAR WITHOUT YOU”, personale di Kid Napped, curata da maicol & mirco, con testi in catalogo, oltre che di maicol & mirco, di Robert Dominici.La mostra è il secondo appuntamento di un progetto che la Galleria Marconi ha iniziato con Mind Games e che proseguirà anche nella prossima stagione. L'iniziativa, che prevede una serie di mostre curate da artisti che hanno esposto nella galleria, ha già visto Karin Andersen curare la collettiva Mind Games.

Il 28 Maggio maicol & mirco presentano Kid Napped come ultimo appuntamento della stagione.

La ragione che ha portato alla mostra di Kid Napped resta ancora un mistero, del suo lavoro i curatori maicol & mirco, con molta poca modestia, hanno scritto: “Anche in questo caso risultiamo scomodi e fastidiosi. Sì, perché spiegare o tradurre le opere di Kid Napped è utile quanto scrivere sotto ad un cartello la scritta: <<>>. Sono immagini strappateci di dosso, fette del vuoto che ci riempie tutti. Non riusciamo a capire come una persona segregata da anni in casa possa conoscerci tutti così bene…” (maicol & mirco - Aprile 2006)

Lo sguardo di Kid Napped si aggira per il nostro mondo, come fosse quello di un estraneo, e da questo rapisce dei frammenti che arrivano a formare quasi un diario, “Si può essere profondi e contemporaneamente vuoti. Un burrone.” (Kid Napped). Le immagini che riceviamo risultano distorte, anche se resta il dubbio: è il suo sguardo a distorcere il mondo circostante o è il mondo che distorce lo sguardo di Kid Napped?

“[…] credo che in nessun caso si possa parlare di arte quando ci si riferisce a Kid Napped; penso si tratti di puro giornalismo. E’ come se fosse venuto in vacanza sulla Terra e stia scattando foto-ricordo per gli amici di chissà quale pianeta…” (Robert Dominici)

ufficio stampa Dario Ciferri

catalogo

testo critico maicol & mirco, Robert Dominici

traduzione di Patrizia Isidori, Giulia Wilkinson, Catia Mignini

dal 28 Maggio al 25 Giugno

orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20

Galleria Marconi di Franco Marconi

C.so Vittorio Emanuele, 70

63012 Cupra Marittima (AP)

tel 0735778703

e-mail galmarconi@siscom.it

web www.siscom.it/marconi

VOI CHE FATE QUEST’ESTATE?

Sure Creative Lab

Esplorate il Sahara alla ricerca dei resti di antiche civiltà sconosciute? Vi rimpinzate di ecstasy nelle discoteche di Ibiza? Andate a pescare aringhe nel refrigerante Mare del Nord? Vi recate sulla riviera romagnola a caccia di una casalinga depressa da rincuorare? Vi ritirate in un monastero tibetano a meditare sulla vostra squallida esistenza? Vi barricate in casa ed eliminate gli ultimi neuroni che vi sono rimasti grazie alla programmazione estiva della RAI? Frequentate un corso di scrapbooking in un costosissimo bed & breakfast nei pressi di Capalbio? Inveite contro l’intero universo mentre percorrete la Salerno–Reggio Calabria alla velocità di 0,38 km orari?

Louse Gallery c/o Galleria Marconi, dal 28 maggio.

20.5.06

il nostro re lo hanno regalato su Repubblica

il nostro re lo hanno regalato su Repubblica

tra un VHS e un fumetto di Diabolik

che il tempo delle piscine

fosse passato nello show-biz

apparve chiaro alla terza ora di palinsesto

quando tutto parve asciutto

niente pupe e marinai

mentre uno psicologo intonava una palinodia

li ricamammo in fretta quei fiori

sembravano tanti hippies in corone di sanremo

a pregare di smettere le note della gastrite

i brucianti raggi delle lampade gettavano nuova luce sui sermoni

mentre in una sinagoga si contavano trecce

anche oggi è chiaro

che le scale non le vediamo

mentre scendevo tu avevi ragione

tu che non so ancora bene

da quali versi sei nata

come una mosca leggera che si inoltra tra i gelsomini

una piccola vicenda di parole destinata a sparire

nei liuti delle annunciatrici

se sei bravo ispirati ora…

tra tette che non durano 20’’

cercale le parole adatte

e ammettilo

sarebbe meglio non cercare le parole

il modello dell’ici te lo da il corriere

tra un re di pezza e un finanziere incartato

appeso il pareo al chiodo a farsi belli

e sempre più angelici

è un peccato lo psicologo ha finito di declamare

ora la poesia sparisce

La dolce Dorelai

….e Chesterton guardava la TV.

La dolce Dorelai passeggiava sul prato del parco, strizzando l’occhio alle panchine e accarezzando i cani blue al seguito del gran Khan. Aveva fatto la kan-kancien in un corpo di ballo d’Anciene Regime, ora vendeva fiori di rame ai semafori; amava un gommone che faceva la spola notturna fra Albania e Puglia. Dorelai stringeva forte una frusta di notte, aveva i denti borchiati le capitava di perdersi fra quelle note che sovente rattristano le notti dei barboni; una volta era finita dentro il naso d’un cane e ne era stata starnutita fuori soltanto due giorni dopo.

Il cane non era blue, aveva il pelo irto, e non apparteneva a un re ma a uno schiavo che faceva il bagnino a Gabicce a mare. Il cane non era blue.

…e Chesterton guardava la TV.

La dolce Dorelai dominava i sogni d’un pedofilo di Canicattì…e sognava di sollevarle la gonnellina rossa … e la accarezzava con dolcezza… e delicatamente poi la baciava, la toccava, non sapeva o, anche, non capiva che …Dorelai non si faceva prendere dalle farfalle, era uscita dall’alcolismo, aveva saltato il vetro della bottiglia e le erano rimaste soltanto tre parole…

La dolce Dorelai…

…e Chesterton guardava la TV.

La dolce Dorelai non aveva mai capito cazzo fosse la TV; nonostante il provino fatto per la Ruota della Fortuna, che, a onor del vero, non le era andato granché bene e le era costato un rene, le cornee, e diversi peli del pube. “La ragazza di Bube” l’aveva affascinata, sedotta e infine abbandonata, una tragica storia d’amore con un romanzo che neanche aveva idea di che parlasse. Vestiva di merletti, trousse, ciprie, parrucche fine 700 ed intimo sado-maso… amava baciare i manichini, di nascosto, sui muretti del parco; si sentiva spesso sola sui muretti del parco… e sognava un pedofilo.

…e Chesterton guardava la TV.

La dolce Dorelai affrontò L'inverno, l’estate, l’inverno, l’estate e poi incredibilmente l’inverno, toccò il superfluo e diverse cacche di cani, alcuni blue altri no, poi dopo aver subito milioni di puntate di Soap opera uscì dalla TV e baciò Chesterton fisso in poltrona, fuggì via, corse per le strade di Milano, tra i vicoli di Timbuctù, tra le rupi di Machu Pichu, scalò l’Empire State Building di New York, poi cadde nel lago di Pilato ed annegò come avrebbe fatto un qualunque altro essere umano.

…e Chesterton guardava la TV.

19.5.06

due parole di prova

Parte da qui la mia esperienza con un blog, una scelta che non manca di un certo narcisismo.
Un contenitore, più che altro una discarica, dove far finire poesie, racconti, recensioni, pensieri...
Perché partire così male?
Perché un'introduzione così noiosa?
Perché alle due di notte, o giù di lì, questo è il meglio che mi è venuto fuori... però temo di saper fare di peggio...

Nell'azzurro mare della parola, così inflazionato e noioso, ho un faro che mi guida e mi indica la rotta...
"bacia la mano del padrone... buttana industriale

buona notte