29.10.07

Come sono caduto in basso

Nella vita bisogna scendere a compromessi. È una frase fatta, lo so, ma è anche un dato di fatto.

Ecco oggi mi è successa una di quelle cose che mai avrei pensato mi sarebbero successe nella mia vita.

Ma prima bisogna fare un breve preambolo.

Io non sono mai stato un appassionato di pesce (intendo dal punto di vista alimentare) e anche se in questi ultimi anni mi sono un po’ riappacificato con lui, e ho iniziato a mangiarlo qualche volta, questo non mi impedisce di storcere il naso quando questo succede. Ovviamente di andare a cena fuori e mangiare pesce non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello. In tutta questa storia c’è naturalmente un’aggravante che rende la vicenda più singolare e interessante: sono figlio di un marinaio.

Oggi però le vicissitudini storte che da sempre ruotano intorno alla mia esistenza mi hanno portato a dover affrontare una situazione per me irreale e che fino a oggi avrei considerato impossibile.

Ecco oggi mi è toccato pulire il pesce per la cena…

Non sono certamente un uomo finito… ma mai avrei pensato di “cadere così in basso”.

Tutto questo va letto come una considerazione ironica e non vuole recare offesa al lavoro di nessuno… anzi massimo rispetto per un attività grazie alla quale sono cresciuto (anche troppo in effetti).

21.10.07

Essitam (ipotesi occidentale): Alessandro Bellucco alla Galleria Marconi

Alla Galleria Marconi prosegue la stagione espositiva con il secondo appuntamento del progetto Con te o senza di te. La rassegna, che è stata aperta dalla mostra di maicol e mirco, domenica 28 Ottobre alle 18.00, presenta la personale di Alessandro Bellucco, con il testo critico d Piera Peri
.
La personale di Alessandro Bellucco, che è la prima nelle Marche è organizzata in collaborazione con la Galleria Container di Roma, una collaborazione che vuole mettere in contatto le sinergie e le idee, di gallerie che portano avanti progetti di ricerca simili in una diversa prospettiva geografica, sociale e urbana.

“Con Essitam (ipotesi occidentale) Alessandro Bellucco prosegue un discorso iniziato a maggio scorso nello spazio romano: discorso, come il titolo mette in luce, legato ad un omaggio reso ad uno dei protagonisti della pittura del Novecento, Matisse, a cui l’artista dedica due grandi tele, rivisitazioni e reinterpretazioni de La Danse e de La Joie de vivre ed un’opera inedita, appositamente concepita per la Galleria Marconi, che si snoda in tre tele, La musique. L’operare di Bellucco con questo progetto, tuttora in progress, travalica, come poi sempre accade nei suoi soggetti pittorici, il discorso singolo, giungendo, attraverso un dialogo ideale e “affettivo” con il pittore francese, ad una riflessione più generale, una poetica volta ad analizzare e approfondire la natura umana, nel suo essere in solitudine o nel suo vivere e costruire il sociale.
Protagonista assoluto delle opere in mostra, come dell’intera produzione di Bellucco, è il corpo umano: sia nelle due tele di grandi dimensioni in cui, anche grazie al formato possiamo lasciarci coinvolgere e catturare fino a sentirci fisicamente parte dei corpi flessuosi e leggiadri colti da Bellucco nei momenti della danza e nell’otium; sia quelle in cui l’artista insiste, con foga e malcelata crudeltà, a sezionarne e scarnificarne alcuni particolari, i dettagli del corpo umano, meno indagati dal nostro sguardo quotidiano perchè fastidiosi o a volte addirittura ripugnanti.
È in questo riuscire con schiettezza e purezza a forzare lo sguardo dello spettatore verso un’opera che non sia rassicurante, bella o standardizzata, bensì inchiodi la coscienza alle proprie responsabilità, la grandezza dell’arte di Alessandro Bellucco”. (Piera Peri)

Con te o senza di te è il nome del rassegna che nella stagione 2007/08 riunisce le mostre della Galleria Marconi. A primo impatto potrebbe sembrare una presa di posizione abbastanza snob, come per dire: che tu ci sia o meno la nostra attività va avanti lo stesso. Ma questa a ben guardare è solo l’impressione iniziale, e non potrebbe essere altrimenti, perché la realtà è un’altra, e ben diversa.
Questo progetto è in verità una dedica, ed un ringraziamento, a tutte le persone che negli anni di attività della Galleria, hanno collaborato alle nostre iniziative, hanno partecipato, o ci sono state semplicemente vicine col cuore e/o con la simpatia.
Con te o senza di te le cose non sarebbero mai potute andare secondo il percorso che la Galleria ha fatto in questi anni. Artisti, critici, curatori, tutti hanno lasciato un segno nella nostra strada.
Con te o senza di te in fondo non è che una rete che accoglie idee e progetti, spesso distanti tra loro, ma riuniti in un percorso preciso: tracciare un cammino nell’arte contemporanea. Un percorso non univoco che però è in grado di dar voce a progetti, concetti, idee.

scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Piera Peri
testo critico/art critic by Piera Peri

interviste e ufficio stampa/interviews & press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca

fotografia/photography Marco Biancucci
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco

webmaster www.siscom.it

dal 28 ottobre al 25 novembre
from 28th october to 2th november

orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat
4 to 8 p.m.

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web
www.siscom.it/marconi

Galleria Container
Via dei Cappellari, 21
00186 Roma
tel 06 87450491
fax 06 87450492
e-mail
info@artcontainer.com
web
www.artcontainer.com

9.10.07

Esami di riparazione: l’idea è giusta, ma Fioroni sbaglia il metodo

Il ministro Fioroni ha da poco fatto sapere che, da quest’anno scolastico, vengono reintrodotti nella scuola italiana gli esami di recupero per gli studenti che si trovano a fine anno con un debito formativo. E subito, come è ovvio e scontato, scatta la proposta dello sciopero da parte degli studenti, attraverso un tam tam che sta circolando in internet.
Ora non voglio fare la morale a questi studenti, anch’io ai tempi, avrei colto la palla al balzo, ma vorrei fargli presente che uno sciopero serve solo a regalare un giorno di riposo ai professori. Mentre darebbero molto più fastidio facendo uno sciopero delle interrogazioni, non consegnando i compiti in classe e occupando la scuola sotto gli scrutini. Ma questo me ne rendo conto è utopia…
I punti su cui vorrei portare la mia attenzione, però, sono due, il primo è che sono fermamente convinto che gli esami di settembre fossero utili (se mi fossi sentito dire una cosa del genere ai tempi mi sarei sputato in faccia) e che reintrodurli sarebbe giusto; il secondo è, invece, che la proposta di Fioroni, da come l’ho recepita io, è una stronzata (passatemi il francesismo) colossale.
Credo che reintrodurre l’esame di riparazione sia utile, perché un minimo ti obbliga a studiare, a meno che a uno proprio non gliene freghi nulla, e un minimo di progresso magari lo fa. A me andare a settembre è servito.
Gli studenti si lamentano che la riforma è sbagliata (hanno paura che un esamino di riparazione gli rovini le vacanze?), che se gli studenti vanno male la colpa è dei professori, che non sono all’altezza del loro compito (a questa motivazione potrei anche dare ascolto, però una certa vocina mi dice che un buon professore, non è uno che promuove tutti, ma uno che all’occorrenza sa anche bocciare), e scuse di questo genere. La verità è che professori bravi esistevano prima ed esistono anche ora, così come esistevano professori cani, ma il differenza maggiore nel fare un bravo professore, non è nella preparazione, ma nell’essere stimolato da un bravo studente.
Ma dov’è che sbaglia il Ministro Fioroni? Semplice l’errore è nel dire che la scuola deve provvedere al recupero dello studente, organizzando corsi di recupero, anche in estate, in modo da preparare lo studente all’esame.
Mi spiace ma nessuno mi toglie dalla testa che le ripetizioni debbono essere a carico dello studente e della sua famiglia. Se le lezioni me le pago di tasca mia, e il recupero me lo devono finanziare i miei genitori, le possibilità che io combini qualcosa sono senz’altro maggiori (forse ho ancora l’idea un po’ utopica che ai genitori gli frega qualcosa di cosa combinano i figli…).
Se poi si vede che il debito non è stato colmato, è giusto ripetere l’anno , anche per una sola materia, servirà ad approfondir la materia…
In realtà questa affermazione di durezza non è credibile (e non passerà), nel passato esisteva una cosa chiamata discrezionalità del docente e del consiglio di classe e la cosa più logica e sensata e lasciare loro la facoltà di decidere se un ragazzo deve andare o meno all'esame di riparazione e se poi dopo questo può essere ammesso o meno all'anno successivo...
Sono idee populiste? Forse. Ma un po’ di rigore non fa male di certo alla scuola e agli studenti. Spero che anche Fioroni alla fine capisca che quello che serve alla scuola italiana, non è altro che un po’ di sana, vera e onestà serietà

Ps se volete leggere un po’ di commenti degli studenti andate qui

6.10.07

un soffio di caldo

un soffio di caldo
tra i capelli non più neri
le traversine che ora segnano il passo
e del tempo danno uno scandito
e acerbo surrogato
le poche spicciole parole che in lacrime
tagliamo con l’accetta
forse è solo un guanto forse
una moto che ci stringe come capre in un segnale
stradale alla fine sono fulmini
questi passi che riscaldano le notti dei piccioni
le vedi le buche e i commenti
vedi come stiamo calmi sotto le foglie di una quercia
così robusti da sembrare felici
così silenziosi da sembrare seri
così tanto da non risultare niente
e il segnale non c’è
dentro una valle col telefono
che mi guarda perplesso senza scritte solo
l’ora e uno schermo libero
passo giorni senza usare
un cellulare
ore a insistere con me stesso che devo lavorare
secondi
a dirmi che mi fa male la schiena
mentre una finestra vibra al passare monotono e ferroso
dell’ennesimo merci
cos’altro si può mettere nella scatola
se non un fiocco nero
e un po’ di paglia bagnata?


(2007)

2.10.07

sono perle verdi

sono perle verdi
questi lacci che ti inzaccherano le scarpe
di mascarpone
freddo
ho veleggiato verso un’altra epoca per molti anni
mi davo arie da condottiero medievale
ma ero un post-it
caduto a terra con l’adesivo
coperto di peli
ora che la polvere non alberga più
le quiete stanze
ma i miei libri sì

mi soffermo a pensare
quanti giorni posso continuare a scrivere
senza che il vento mi bruci i capelli?
dov’è il verde ora?
che fine hanno fatto le parole che non sapevo
ascoltare?
il vizio di respirare non l’ho ancora perso
ma certe notti accosto il sonno
al piano del computer
il mouse mi canta una serenata
che non fa dormire
gli occhi si riempiono di
pensieri pesanti
e svegliarsi il giorno dopo
è un po’ come perdere tempo

è frugale la vita
fragile la colazione
le foglie sono cadute un po’ tutte
a partire dal ciliegio vado a prendere il treno
e vado dove sempre torno
come una parola che segue un aggettivo
che non uso più


(2007)