16.3.07

“L’oggetto apparente aliena la prospettiva del tempo visivo manifestando la propria immagine in evoluzioni non identificate”

Proseguono le mostre del progetto “Nudi come Vermi”, dopo Incontri Ravvicinati, una panoramica sull’arte sarda, presentata da Josephine Sassu, il quinto appuntamento alla Galleria Marconi, Domenica 25 Marzo alle 18:00, avrà come protagonista Rocco Dubbini, che presenta una personale dal titolo “L’oggetto apparente aliena la prospettiva del tempo visivo manifestando la propria immagine in evoluzioni non identificate”, col testo critico di Elvira Vannini.
La mostra segna il ritorno di Dubbini alla Galleria Marconi, dopo alcuni anni, per l’occasione presenterà gli ultimi lavori del suo percorso artistico che ruota intorno all’uomo e al concetto di normalità.

“Il percorso concentrato e lineare di Rocco Dubbini, seppur nella difformità stilistica che lo contraddistingue, raggiunge una complessa identità nell'attraversamento mediale di diversi linguaggi: scultura e installazione, video, elaborazioni digitali, fotografia.
L'indagine sull'alterità e le zone di confine al limite del normale fluire dell'esperienza, le instabili situazioni concettuali che normalmente ci sfuggono, passano inosservate, si manifestano in composizioni ambientali, con lavori complessi e rigorosi, che colgono la condizione transitoria del proprio dispiegarsi nel tempo e nello spazio.
Rocco Dubbini opera sempre in sinergia con le peculiarità dei luoghi che lo ospitano. L’apparente diversità, anche dissonante, dei lavori in mostra, trova la propria organizzazione nella relazione mai neutrale con lo spazio, disarticolando con modalità sempre site-specific, una domanda aperta, irrisolta, sul mondo e sulla realtà.
Ogni pronunciamento dell’artista, appare come una sorta di monolite. Compiuto, nell’immanenza della propria evidenza fisica è indicibile, ma è anche l’esito di continue inferenze dall’apparenza fluida in una dimensione spazio-temporale imprescindibile.
“L’oggetto apparente aliena la prospettiva del tempo visivo manifestando la propria immagine in evoluzioni non identificate” esprime un senso di assolutezza, di impossibilità a sciogliere il paradosso che spesso sottende alcune soluzioni espositive”. (Elvira Vannini)
Lo scopo del progetto “Nudi come vermi” è creare un ponte ideale tra artisti affermati e giovani, lanciando uno sguardo anche alle arti fuori dai confini nazionali. Gli artisti si mostrano nudi nel loro percorso di ricerca, perché soltanto così possono risultare veri e riuscire a descrivere la propria inquietudine verso il mondo moderno, il disagio e il contatto continuo con le realtà più diverse. Soltanto in una condizione di nudità, ci liberiamo dei pesi che affliggono la condizione umana e si può riuscire a vedere ed estrapolare il bello anche dalle più cupe realtà che ci circondano, così quello che normalmente è un modo di dire dispregiativo assume una nuova valenza estetica e diventa un nuovo canone di bellezza.
scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Elvira Vannini
testo critico/art critic by Elvira Vannini

interviste e ufficio stampa/interviews & press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori, Giulia Wilkinson

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster www.siscom.it

dal 25 Marzo al 25 Aprile
from 25th March to 25th April

orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.
Galleria Marconi di Franco MarconiC.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi
IL SOTTOMARINO BIANCO
Sure Creative Lab (nudi come pidocchi)

Siamo stanchi di questi tempi schifosi. Non ne possiamo più. La realtà sta divorando le nostre anime. Abbiamo deciso di andarcene. Grazie al Sottomarino Bianco esploreremo i nostri abissi interiori. Dobbiamo ritrovare i tesori che abbiamo gettato via nel maledetto giorno in cui abbiamo deciso di diventare adulti. Speriamo di non fare brutti incontri. Addio!

Louse Gallery c/o Galleria Marconi, dal 25 marzo.
http://www.surecreativelab.com/
megatrip@tiscali.it

15.3.07

Era la piccola signora di bengasi

Era la piccola signora di bengasi, quella che affrontava ogni romanzo come un ritorno di fiamma, l’avevamo vista sorgere dalle acque al momento del deflusso ora era cosparsa di petrolio e puzzava di signora. Quell’anno non c’era molto pane per tutti ma il pandoro scaduto lo distribuiva la caritas, con quel delizioso retrogusto di burro rancido e i capelli imbrattati di carta. Avevamo molto poco da restaurare: un muretto due foglioline, un antico crine del 1703, che mi aveva lasciato mio nonno, trafugandolo da una villa romana dentro il cavallo dei calzoni, bucati. Ne voleva fare dono alla signora ma mori sbranato da un setter assassino, ci ridiedero il corpo un anno dopo, e il crine ben nascosto, anche il cane non aveva avuto il coraggio di azzannare lì, tanta era la puzza…
Visitai la signora una volta e mi fece regalo d’una piuma, preziosa, era bella tutta liscia, fatta di piuma di tacchino. La guardavo anche 20’ al giorno ammirato, prima di pulirmi il culo e alzarmi per andare al lavoro. È bello avere una piuma in bagno che ti aspetta, puntuale ogni giorno. Ti da quasi l’illusione che è lì per te e che non ti abbandonerà mai.
È scappata l’altr’anno con un soffio di vento, un amore improvviso, fugace. Mi ritrovai solo a piangere e a fissare il vetro. Era dura andare al lavoro, dura camminare per strada e vedere le persone pigramente avvolte nei loro piumini, soddisfatte del caldo, aggirarsi felici, e io triste, solo nella mia giacca di fustagno.
Sono andato a pesca due ore fa e ho preso una squama di gambero (non mi si dica che il gambero non ha squame… quante triglie avete visto coi baffi?), era bello, rosso affusolato, ma non ancora fritto. La squama e sul mio comodino, la rimiro ogni sera quando un po’ più stanco mi stendo sul letto, e lui, impertinente, mi stende sul pavimento.
Fermavo i treni col pensiero, loro non se accorgevano ma quanti deragliamenti nei ricordi ricordo di avere evitato, poi una notte mi hanno convinto a vendere, non bisognerebbe mai vendere, specie se non si ha nulla da vendere, io ho accettato con entusiasmo, quasi lamentandomi del poco, ma era veramente difficile andare oltre al nulla. La signora mi ha chiamato per sapere, ricordava ancora mio nonno, e io non sapevo cosa dire, dove andare, cosa fare… ecco tutto e adesso eccomi qua…

14.3.07

Nikolic Nemanja

Per il sesto appuntamento di “SFIORANDO L’ORIZZONTE. Tra le suggestioni dell’arte e gli incanti del paesaggio”, domenica 18 Marzo alle 18:00 si inaugura la Personale di Nikolic Nemanja con il testo critico di Dario Ciferri. La mostra terminerà il 20 Aprile, e si potrà visitare tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00.
“SFIORANDO L’ORIZZONTE” è la rassegna d’arte contemporanea a cura di Nazzareno Luciani, organizzata dall’Associazione Culturale S.Giacomo e l’Hotel S. Giacomo presso l’Hotel San Giacomo di Monteprandone. La rassegna è l’occasione per fare incontrare l’arte con la buona tavola, il tutto incorniciato, nello spettacolare paesaggio che si può godere dai colli di Monteprandone. Gli appuntamenti proseguiranno sino a dicembre 2007 e saranno accompagnati da un ricco buffet offerto da Ermetina Mira e Franco Bovara. Ad accompagnare il buffet per il sesto appuntamento saranno i vini della Cantina Saladini Pilastri di Spinetoli.
“Il desiderio di un futuro migliore porta le persone a migrare, anche se questo può voler dire staccarsi dalle proprie radici e doversi scontrare con paure e preconcetti. Nikolic Nemanja con i suoi lavori ci propone un viaggio, ci racconta la storia di migranti e profughi, alla ricerca di identità e riconoscimento, nella speranza di ottenere un permesso di soggiorno. Un’opera narrativa e antropologica dove è raccontato l’essere umano, inquadrato nelle sue angosce e nelle sue paure, nella realtà politica e nella situazione sociale dove si trova a vivere. Attraverso l’utilizzo della pittura e del video, Nikolic indaga e racconta storie di migranti, la sua e quella di altri, lo fa attraverso un uso psicologico del linguaggio artistico. Nei suoi quadri vediamo un uso forte della luce, toccando anche toni quasi cavernosi e spettrali. La pittura rappresenta figure che emergono dall’oscurità in un bianco e nero intenso e costrittivo. Il nero infatti delimita le persone ma nello stesso tempo le costringe in un ambiente claustrofobico, quasi fossero chiuse, in una cassa o in un container. Non ci troviamo di fronte a fantasmi, ma a persone in una condizione di isolamento e alienazione rispetto alla società umana”. (Dario Ciferri)
scheda tecnica

curatore Nazzareno Luciani
testo critico Dario Ciferri

dal 18 Marzo al 20 Aprile

Info:

Hotel San Giacomo,
via Giacomo Leopardi, 10
63030 Monteprandone (AP),
tel. 0735.62545 fax 0735.62555

Associazione Culturale “Officina S. Giacomo”,
tel. 3287180203

10.3.07

frammenti di carta

frammenti di carta
vite incise in fili neri
alcuni rigagnoli rossi
i buchi di gomma
rossoblu per far sparire
le cancellature
controllali i battenti
sembrano liquidi astringenti
detergenti per lenti
estati vaganti
ad attendere l’autobus
torrido in ritardo
nelle incisione sui muri
tra le scritte i cuori
i lucchetti a Pontevecchio
che ora hanno il gusto di copiare
rivedi la lettera d’un amore sconosciuto
fragile e immortale
finito
nello stick del deodorante
tante parole che sono rimaste in gola
un osso e la voglia di gridare
miseria e cenere alcuni attimi di
stordimento e poi…
e poi ti chiamo magari 20’’
per sentire la tua voce
strano amore vero
che hai rubato
le lettere rinchiuse nel cassetto

2.3.07

tornavo a primavera

tornavo a primavera
tra i tralicci grigi
che scendono dalle colline
i fili sospesi a irradiare le correnti
il soffio dei venti
percuote le finestre
e la plastica ora è negli appositi contenitori
spaccati
ci perdiamo in questo bosco
di pile e lattine
sotto i raggi di un sole caldo che è un piacere
sulla pelle con gli occhi socchiusi e la schiuma del mare
il deodorante stick lasciato a casa
a riposare in mezzo a cavi polvere
astucci vintage
come fare senza lo sguardo che mi attraversa?
come stare in mezzo a un campo
con le zolle dure che non si spaccano
l’acqua è scesa leggera e economica
solo l’estate ci dirà quanto è rimasto
dell’uomo


(2007)