2.1.07

Il sonno della ragione genera mostri: Rockfeller

Cosa sono stati gli anni ’80? Un bel sogno o il sonno della ragione? Un’epoca di grande creatività o l’imperante trionfo del Kitch? Il ritorno a una visione più pacata delle cose o il riflusso delle coscienze? Credo, e un po’ temo, tutte queste cose. Per chi come me gli anni ’80 li ha visti con gli occhi di un bambino di un piccolo paese delle Marche, tutti i discorsi, le luci, i miti e le mode hanno avuto la voce suadente della televisione, dai cartoni animati alle trasmissioni tv, ai film, ai personaggi del cabaret. In questi ultimi mesi sto portando avanti una riscoperta degli anni ’80 sia grazie ai siti internet, fantastico da questo punto di vista Spot 80, sia attraverso la musica.
Riascoltare o ascoltare per la prima volta brani di Sabrina Salerno, Jo Squillo, Donatella Milani, i Talking Heads i Duran Duran, danno un’idea dell’atmosfera, dello stile… se poi vediamo i video musicali… Qualche giorno fa ho riascoltato la canzone del Corvo Rockefeller, si il pupazzo mosso dal ventriloquo spagnolo Jose Luis Moreno, che a metà anni ’80 era diventato l’idolo di noi bambini e sono rimasto stupito. La canzone ancora oggi mi diverte come allora (ma io sono un malato di nostalgia) solo che alcuni passi della canzone mi hanno sorpreso perché sono uno specchio preciso di un epoca e di qualcosa che sarebbe venuto poi, con piccola morale finale…

Sono il grande Rockfeller, io posso fare tutto per voi
sono il corvo best seller, avanti dimmi quello che vuoi
- voglio un computer personale,
che mentre sto a giocare, possa fare tutti i compiti per me
sì! –
tutto si può fare quanto può costare?
- un milione due milioni o forse tre –
il problema non c’è

Rock Rock Rock Rockfeller portaci con te,
vola alle Seichelles tra le palme
Rock Rock Rock Rockfeller tutti insieme a te
andiamo a est andiamo nord andiamo a sud
atterriamo in Perù

Per il grande Rockfeller, i soldi non finiscono mai
largo […] Rockfeller, esprimi il desiderio che hai
- voglio uno Shuttle personale, ci vado ad assaggiare
la via lattea con la panna ed i bignè
sì! –
tutto si può fare quanto può costare?
- un miliardo due miliardi o forse tre –
il problema non c’è

Rock Rock Rock Rockfeller portaci con te,
plana sulle Antille sull’Habana
Rock Rock Rock Rockfeller tutti insieme a te
andiamo a est andiamo nord andiamo a sud
atterriamo a Corfù

- forza forza Rockfeller, adesso fai felice anche me -
dimmi dimmi cosa c’è - fai uno sforzo come quando, tu regalasti a Noè –
ah ah!
- per la squadra del rione voglio un asso del pallone
che assomigli a Maradona e a Platinì
sì! –
tutto si può fare quanto può costare
- un triliardo due triliardi o forse tre –
il problema non c’è

Rock Rock Rock Rockfeller, vola a Disneyland
quante cose belle, per sognare
Rock Rock Rock Rockfeller, sempre insieme a te
andiamo qui andiamo lì – basta così
vi riporto a Forlì –

Vi saluta Rockfeller, gli impegni non finiscono mai
- ma perché ci vuoi lasciare –
tutti vogliono Rockfeller, da Cipro da Pechino alle Hawai
- ma prima di volare ci devi procurare
- un amico un altro amico come te –
eh???
tutto si può fare ma non si può comprare
un amico è cosa rara quando c’è
la più cara che c’è

Rock Rock Rock Rockfeller vola vola e vai
ciao ciao ciao Rocfeller torna presto

Il testo è molto banale, si potrebbero fare diverse riflessioni sul valore diseducativo del messaggio di questa canzone, ma non è questo il mio scopo. Ascoltandola mi ha sorpreso il fatto che un asso del pallone, che deve essere la sintesi dei due più grandi campioni degli anni ’80, debba costare più di uno Shuttle. Certo anche questo poteva essere possibile nel mondo di Rockfeller, dal momento che era stato lui a mettere a disposizione di Noè l’Arca per salvare le specie animali… ma poi Rockfeller ci sarà salito sull’arca con una compagna o avrà avuto uno Yacht proprio? Sembrano sciocchezze, ma l’idea di pagare cifre astronomiche un calciatore a noi sembra una cosa normale, eppure è lo sforzo più grande che viene richiesto al "povero" corvetto, un’autentica iperbole per l’epoca se pensiamo che Roberto Baggio nel ’90 sarà pagato 21 miliardi circa dalla Juventus (cifra che oggi fa sorridere). Altra curiosità è l’innocenza con cui ancora si parla di computer, averne uno che facesse i compiti era un sogno di molti allora… chissà se oggi la tecnologia c’è arrivata? Sono davvero tanti anni che non faccio più i compiti.
In effetti la strofa meno riuscita è la seconda, mentre fa sorridere la morale finale sull’amicizia, un po’ banale e discretamente paracula. Nel 2007 bisogna fare presente che tutte le cifre di cui si parla sono espresse nelle vecchie lire, e che in fondo 3 miliardi di lire per uno shuttle era un prezzo onesto…
Rockfeller mi pare un altro esempio di rampantismo anni ’80, offre un modello di successo e di felicità strettamente legato al denaro, è un corvo yuppie vestito da multimiliardario anni ’30, un magnate generoso che fa anche beneficenza, visto con l’occhio di oggi non direi che era simpatico, soprattutto se confrontato con quelli che erano i due monumenti della tv per ragazzi allora: Uan e Four.
Il corvo Rockfeller è stato una meteora nella televisione italiana, così come il ventriloquo che lo animava, che era palesemente incapace, erano evidenti i movimenti della bocca quando il corvo parlava, ma nei 2/3 anni di celebrità produsse un autentico merchandising, dai dischi ai pupazzi (originali e farlocchi) fino ai costumi di Carnevale…
Un interessante contrasto esiste però tra il corvo amico dei bambini della canzone e quello che si vedeva in tv, più sfacciato e sboccato, faceva apprezzamenti sulle belle signorine e metteva in ridicolo il povero Luis Moreno, come se non ci riuscisse già abbastanza da solo.
Rockfeller appartiene a una televisione che non c’è più, dove una persona poteva raggiungere il successo anche se aveva poco talento… è cambiato molto da allora? Alla fin fine mi sembra di no.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Così banale la riflessione sull'amicizia non direi. Semplice ma efficace!