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15.9.08

“Meglio puzzar di vino che d’olio santo” – La Grande Tribù

“Scopri dov’è la magia?” ecco in sintesi il cuore di un disco che ti prende e ti trasporta in un mondo a metà tra sogno e realtà. Abracadabra è il titolo del secondo album de La Grande Tribù. Un lavoro ricco di suggestioni, sapori e sonorità, che miscela sapientemente musiche e suoni, spesso tradizionali, ma mai banali, con una ricercatezza di testi molto raffinata.
Un folk che si fa ascoltare senza scivolare nel banale, lontano dai luoghi comuni che spesso accompagnano questo genere, ma che opera un recupero di atmosfere che attraversano il vecchio e il nuovo continente.



I pezzi veloci e ballabili si alternano a quelli più lenti. La Grande Tribù con Abracadabra mostra una grande maturità musicale e un’energia davvero interessanti. Energia che emerge poi in maniera inequivocabile se si assiste allo spettacolo dal vivo. È impossibile infatti restare con i piedi fermi o impassibili davanti al ritmo e al divertimento che il gruppo sprigiona suonando.
Alcuni brani riescono a essere davvero coinvolgenti, come ad esempio Raccomandati, Andalusa Express e La festa di Paese, altri ti avvolgono come Abracadabra e Settembre. Acqua infine, la canzone che apre il disco, riesce ad evocare immagini forti e di grande suggestione.

Passaggi di grande effetto sono: “Mi sono reso conto che il mondo non mi piace / ma amo il mio divano e quello che conduce / io mi lamento e dico che il sogno americano / certo che vi ha ammaliati a voi raccomandati” (Raccomandati), “…e ascoltami o madre / perdonami o padre / abbracciami o figlio nell’insofferenza / nel tempo, nel vento / in un solo momento / che resta impigliato tra rivoli e voci” (Acqua), “…procurata è già la legna nelle campagne / il vino nuovo ci stupirà / gli olmi cederanno il posto a noci e castagne / e un altro inverno arriverà” (Settembre) e infine “…mariti assorti nel bicchiere / compiaciuti dal sedere / di una seducente cameriera / è meglio puzzar di vino che d’olio santo / rammentano gli anziani / ricordando antiche gesta di un’Italia un po’ confusa, delusa” (La festa di paese).

La Grande Tribù è composta da Marcello Piccinini (batteria), Marco Carlini (flauto e ottavino), Domenico Di Martino (fisarmonica), Roberto Capriotti (chitarra classica), Arturo Grilli (basso elettrico ed acustico), Bucci Luigi (chitarra acustica), Paolo Partenza (multipercussioni), Igor Romandini (chitarra acustica ed elettrica) e Massimiliano Sebillo (voce).

Per chi volesse ascoltare alcuni brani di Abracadabra basta andare su http://www.myspace.com/lagrandetrib

5.4.08

Esiste il tempo

Esiste il tempo è uno spettacolo innovativo che tenta di presentare con originalità il connubio secolare tra parola e musica. Esiste il tempo è una “lettura concerto” anomala, dove il compositore, musicista, polistrumentista e performer Paolo Filippo Bragagaglia, esponente di rilievo della scena elettronica, incrocia Alessandro Seri, una tra le voci più importanti della giovane poesia italiana. Bragaglia e Seri, hanno entrambi radici forti nella provincia di Macerata ma hanno le loro rispettive carriere artistiche si sono sviluppate in città quali Milano e Firenze. Il distacco non ha però reciso le tante vie di comunicazione artistica con i luoghi di origine ma anzi proprio dal mescolare tradizione e ricerca hanno entrambi, nei rispettivi campi, trovato una cifra artistica che li caratterizza a livello nazionale. I due artisti, che sono stati fatti incontrare da Sergio Carlacchiani, curatore del Festival Poesia in Vita, hanno immediatamente trovato un’armonia che sta permettendo loro di programmare anche ulteriori future collaborazioni. Per questo specifico spettacolo che sarà rappresentato in prima nazionale a Macerata, hanno trovato un terreno sul quale far incontrare i rispettivi linguaggi, mescolando comunicazione, narrazione e sperimentazione. Suoni alla ricerca di senso, parole in cerca di suoni. In un interagire dettato dalle parallele esperienze; il tutto con l’intento di coinvolgere emotivamente il pubblico, stupirlo, renderlo partecipe. Il luogo destinato alla prima di questo vero e proprio evento sarà il prestigioso Teatro Lauro Rossi di Macerata che ospiterà questo attesissimo spettacolo lunedì 7 aprile alle 21,15. Per entrambi i protagonisti di questa serata magica sarà la prima volta sul palco del principale teatro della provincia di Macerata, una responsabilità che ha la ha convinti a preparare una performance piena di sorprese tali da lasciare il pubblico a bocca aperta.

“Il pubblico di questa provincia – concordano Seri e Bragaglia – merita un’attenzione maggiore, vista la sua competenza e qualità. Per questo abbiamo pensato a “Esiste il tempo” come una piccola sfida senza però chiuderci in noi stessi, senza voler eccedere in leziosismi. Abbiamo voluto innanzi tutto divertirci a costruire e man mano che lo spettacolo si andava costruendo ci siamo accorti che stavamo trovando soluzioni nuove per questo tipo di eventi, soluzioni tali da rendere la poesia e la musica elettronica aggiornate, qualitativamente alte e al tempo stesso fruibili da qualsiasi pubblico”.

Alessandro Seri ha pubblicato i libri: E mi guardi con gli occhi di un gatto nero, Rampe per alianti. È presente nelle antologie: L’apparecchio di Junior, Nodo Sottile 3, L’opera continua, e su riviste cartacee e on-line quali Hortus, Atelier, Poesia, Ulisse, FaraPoesia e La poesia e lo spirito, Nazione Indiana, Nostro Lunedì. Suoi sono i testi della piéce teatrale Quattro. Ha ideato il premio Poesia di Strada. Cura per il contenitore letterario Libriamoci. Nel 2007 ha rappresentato l’Italia al meeting portoghese Poetas.

Paolo Filippo Bragaglia, compositore, musicista, polistrumentista e performer è uno dei maggiori esponenti della scena elettronica italiana, con uno stile particolarissimo ed eclettico. La sua ricerca indaga verso i possibili rapporti della musica con l’immagine in movimento, gli spazi architettonici, le arti visive, la parola e la scena. Ha all’attivo diversi cd e spettacoli come solista e vanta anche collaborazioni di assoluto prestigio con musicisti italiani e stranieri.

5.2.08

Let the band play! corso per musica d'insieme



L’Associazione Culturale “Alta Fedeltà”, sabato 9 e domenica 10 febbraio organizza Let the Band Play! – Corso Per Musica d’Insieme. Le lezioni si tengono presso la sede dell’Associazione Culturale Alta Fedeltà in via Adriatica Nord 76 a Cupra Marittima (AP). Il corso nasce allo scopo di aiutare i giovani musicisti a formare dei gruppi per incentivare la musica dal vivo e la creatività. Suonare è uno dei modi in cui i ragazzi possono dare voce alla propria inventiva e alle proprie passioni. Avere un modo per rapportarsi con gli altri ed imparare a suonare insieme è molto importante. A guidare i due giorni di lezioni è Eric Cisbani, batterista, tra i più bravi in Italia, che vanta collaborazioni con Paola e Chiara, Giovanni Allevi, Linda e Gigi Cifarelli, e che propone con successo l’esperienza della musica d’insieme già da qualche anno. (www.myspace.com/ericcisbani)

Il corso svilupperà i seguenti argomenti:

· Tecnica della musica d’insieme;

· Analisi della forma canzone;

· Groove style;

· Gestione delle dinamiche;

· Sincronizzazione metrica.

La partecipazione è aperta a tutti i tipi di musicisti, solisti e gruppi già formati, anche a coloro che sono ancora all’inizio del loro percorso di crescita musicale, infatti per chi volesse seguire il corso sono previsti due livelli, in modo che tutti possano sviluppare le proprie potenzialità.

Gli orari delle lezioni sono i seguenti: sabato 9 e domenica 10 febbraio dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Le lezioni si tengono presso la sede dell’Associazione Culturale Alta Fedeltà in via Adriatica Nord 76 a Cupra Marittima (AP).

Il corso avrà luogo se si raggiungerà il numero minimo di 15 partecipanti.

Info e costi

info@associazionealtafedelta.org

www.associazionealtafedelta.org

2.2.08

Canzone quasi d'amore

Canzone quasi d'amore - Francesco Guccini



Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d' azione o di parola,
volando come vola il tacchino...

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri... coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare... grattarsi!

20.1.08

Dentro gli occhi

Questa bellissima Canzone di Vecchioni me la dedico
vorrei imparare a guardare il mondo sempre con gli stessi occhi diversi...
il brano è pieno di spunti e credo che ognuno ci trovi i propri...
buona giornata

Dentro gli occhi

Noi ci ritroveremo ancora insieme
davanti a una finestra.
ma molte molte lune in là
e poche stelle in meno
e forse sarai stanco per la corsa del topo
probabilmente vecchio per inventare un nuovo gioco
dimmi come t'inganni
e quando avrò i tuoi anni?
Lei ci avrà già lasciato
in fondo a qualche data
probabilmente a maggio
ma lei per te sarà meno di un'ombra
l'ombra di un'altro viaggio
perchè i ricordi cambiano
come cambia la pelle
e tu ne avrai di nuovi e luminosi
come le stelle
e comunque vada
guardami dentro gli occhi
gli occhi ch'eran bambini
guardami dentro gli occhi
E non verranno i briganti
a derubarti di notte
perchè tutti i briganti
prenderanno le botte
e non verranno i pirati

perchè tutti i pirati
andranno in fondo al mare.
E non verranno i piemontesi
ad assalire Gaeta
con le loro land rover,
con le loro toyota
e se verranno gli indiani
con i lunghi coltelli
noi daremo le botte le botte
anche a quelli
e adesso chiudi i tuoi occhi
chiudi gli occhi che ho sonno
son vent'anni che guardo
e che non dormo.

E i nostri figli se ne andranno per il mondo
come fogli di carta
sopra lunghi stivali silenziosi
e li avremo già persi
ed una incontrerà tutti quelli
che io sono già stato
e ci farà l'amore
come in un sogno disperato
scriverà sui cerini
parole da bambini.
E le parole invece tu
le mischierai tutte dentro un cappello
alla tua età scrivere una canzone
non sarà più che quello
e non so che farai, chi vedrai,
se crederai a qualcuno,
se ci sarà una donna con te
o forse - meglio - nessuno
ma comunque vada
guardami dentro gli occhi
gli occhi ch'eran bambini
guardami dentro gli occhi.

E non verranno i briganti
a derubarti di notte
perchè tutti i briganti
prenderanno le botte
e non verranno i pirati
ad abbordare la nave
perchè tutti i pirati
andranno in fondo al mare
e non verranno i piemontesi
ad assalire Gaeta
con le loro land rover,
con le loro toyota
e se verranno gli indiani
con i lunghi coltelli
noi daremo le botte
le botte anche a quelli.
E adesso chiudi i tuoi occhi
chiudi gli occhi che ho sonno
son vent'anni che guardo
e che non dormo.

17.9.07

Parte il Corso per Tecnico del Suono a Cupra Marittima

L’Associazione Culturale “Alta Fedeltà”, nata per promuovere la conoscenza della musica dell’arte e della letteratura, promuove ed organizza un corso per Tecnico del suono (Audio Engineering), in collaborazione con lo studio di registrazione “La Baia dei Porci” di Nereto (www.recordingstudio.it) e il “Pigstudio” di Cupra Marittima.

Il corso, che inizia nel mese di ottobre, sarà presentato a chiunque voglia parteciparvi, Martedì 25 settembre alle ore 21.00, nella sede dell’Associazione Alta Fedeltà, in via Adriatica Nord n° 76 a Cupra Marittima (sottostante il Supermercato Tigre).

Per chi lavora nel settore dello spettacolo, al giorno d’oggi, diventa sempre più indispensabile la conoscenza di apparecchiature audio in molte situazioni, dall’acquisto di uno strumento e di apparecchiature musicali, al settaggio delle apparecchiature stesse, in una situazione live o nel proprio home recording studio.

La registrazione casalinga è, infatti il vero fenomeno dei giorni nostri, che nella maggior parte dei casi permette di creare prodotti di qualità, senza l’utilizzo di strumenti professionali.

Gli studenti frequentando questo corso potranno conoscere il campo dell’audio professionale partendo dalla teoria del suono, passando per l’acustica fino ad arrivare al funzionamento e all’utilizzo di mixer, outboard, impianti audio, microfoni, cablaggi, software ed interfacce audio sia professionali che non.

Il corso è dedicato a tutti quelli che vogliono avere le idee chiare per lavorare su queste apparecchiature senza avere alcun dubbio, su cosa acquistare, cosa utilizzare e come far funzionare il tutto.

Il programma del corso sviluppa ognuno di questi argomenti, cosi che l’allievo avrà le idee chiare in situazioni di questo tipo:

· ottenere “un bel suono” dal proprio strumento;

· non avere nessun problema nell’utilizzo di apparecchiature e cablaggi in genere;

· acquistare prodotti adatti alle proprie esigenze;

· scegliere il software più adatto;

· registrare un prodotto “casalingo” di qualità;

· cosa fare del proprio prodotto una volta ultimato.

Il programma è strutturato per la durata di un anno scolastico e propone di sviluppare gli argomenti riguardanti l’audio con tutte le sue sfaccettature.

Questo corso è un’introduzione accurata nel caso si voglia approfondire il mestiere del tecnico audio, e una ottima base per accedere, senza alcun problema, a corsi di audio engineering di livello intensivo.

Il docente del corso è Stefano Lelii, diplomato in AUDIO ENGINEER al SAE INSTITUTE di Milano e attualmente iscritto al Bachelor of Arts (Hons.) - Recording Arts di Milano, tra le sue esperienze professionali si segnalano le collaborazioni con Daniele Groff, Lighea, Max De Angelis, Dado (Zelig), Dodici Lune Records di Lecce e Jungle Sound Station di Milano.

Il corso dura dieci mesi e si svolge con due lezioni mensili, per la durata totale di 10 mesi, tre incontri del corso avranno luogo in studi di registrazione professionali della zona.

Per informazioni:

www.associazionealtafedelta.org

piwasa@libero.it

info@associazionealtafedelta.org

tel. 349 73 84 702

19.8.07

Aqusmatic 2.0: Electronic Electroacustic Videoperformance Festival

Venerdì 24 Agosto e Sabato 25 Agosto, presso la Mole Vanvitelliana di Ancona si rinnova, con la sua seconda edizione il festival di musica ed arte elettronica ACUSMATIQ. Organizzato dall'Arci di Ancona e dall'associazione Kuse. Per due giorni le antiche stanze del Lazzaretto di Ancona saranno fatte risuonare dall' elettricità, con una serie di proposte artistiche di grande spessore, in alcuni casi con performance davvero particolari che approdano per la prima volta nella nostra regione.

Questa seconda edizione di Acusmatiq vuole riannodarsi ad un discorso iniziato lo scorso anno, presentando forme diverse e suggestive di rapporti tra la produzione musicale e la tecnologia. Nell'era della contrazione temporale, dell'annullamento delle distanze operati dalla diffusione capillare delle tecnologie informatiche, Acusmatiq volge uno sguardo in differenti direzioni. Non si tratta di affermare una certezza, ma al contrario di esplorare come dietro al trionfo dell'immaterialità, che sembra essere la cifra specifica delle arti elettroniche, ci sia invece l'eredità e la presenza di una dimensione fisica e tangibile. Una vibrazione sospesa, in osmosi continua, tra passato e futuro.

Si parte Venerdì 24 Agosto con il live di DAVID CERVIGNI, un musicista marchigiano che da molti anni sperimenta il rapporto tra elettronica e percussioni sviluppando un linguaggio musicale assolutamente personale; ambient music ricca di suggestioni basata su una creazione sonora originale e raffinata.

Si prosegue, alle ore 22 con un appuntamento assolutamente particolare, il concerto di Ondes Martenot proposto dal duo BRUNO PERRAULT (Ondes Martenot) e MATTEO RAMON AREVALOS (Pianoforte), un' incursione dunque in un territorio dove la tecnologia elettronica incontra la storia e la musica classica e contemporanea. Protagonista uno dei primi strumenti elettronici della storia le Ondes Martenot – che prendono il nome dal suo inventore, il violoncellista Maurice Martenot, che lo presentò all’Opéra di Parigi nel 1928. “Uno strumento elettronico che fa dimenticare di esserlo”: così definisce le Ondes Martenot uno dei suoi più significativi interpreti odierni, Bruno Perrault che colpisce sempre il pubblico per la sensualità della sua ‘voce’, misteriosa ed evocativa. Assisteremo dunque alla proposta di brani contemporanei composti per lo strumento, con alcune prime esecuzioni assolute per l'Italia. Ci sarà anche una parte del concerto dedicata ad un'inedita forma di contaminazione che vedrà ospite del duo il musicista elettronico PAOLO F. BRAGAGLIA, curatore di Acusmatiq, alle prese con synth e laptop, in un brano composto per l'occasione. Il duo Ramon Arevalos/ Perrault è l'anima musicale degli spettacoli più recenti della compagnia teatrale Fanny e Alexander, si è esibito esibiti in numerosi contesti internazionali. Nel 2005 Bruno Perrault è stato è stato invitato da Jonny Greenwood dei Radiohead, per incidere delle sue composizioni, per due Ondes Martenot, da cui è nato un CD che è stato presentato a Londra a marzo del 2006.

La serata di Venerdì 24 prosegue con un lavoro di OTOLAB, il gruppo di performers milanese che ha vinto il Live Media Contest al Netmage 03 di Bologna. Protagonisti di un'incessante lavoro disperimentazione tra immagine e suono elettronico, presenteranno ad Acusmatiq 2.0 "Verso l'età dell'oro, un evocativo lavoro audio-video in 8 sezioni. Responsabile della parte musicale è Massimiliano Viel, compositore già collaboratore di Karlheinz Stockausen e Marco Stroppa.

A conclusione della serata che sarà ad ingresso libero, al Lazzabaretto Acusmatiq Dj set con la musica electrominimal di Manuel P.

Sabato 25 (ingresso 5€) si inizia con la performance Light Waves del collettivo artistico ALTERAZIONI VIDEO, già ospiti di numerosi festival e mostre internazionali a Moma Ps 1 di New York, Berlino, Shangai ed ospiti dell'edizione 2007 della Biennale di Venezia. Hanno vinto il premio come miglior Vj set ad Elettrowave Light Waves parte dalla ricerca delle relazioni tra luce e suono. La scoperta empirica che un'onda luminosa può essere convertita in un suono per mezzo di un fotomicrofono è alla base della ricerca musicale del gruppo. Il risultato è una combinazione di suono e luce che coinvolge lo spettatore trascinandolo in un universo avvolgente di frequenze luminose e sonore. Ospite della performance di Alterazioni Video è Giovanni di Donà musicista che frequenta i territori della techno mescolandoli con un'attitudine sperimentale, attivo con il nome di Dj pollution, Si prosegue con il concerto live di HOWIE B, uno dei personaggi che maggiormente hanno segnato la musica elettronica degli ultimi quindici anni. Produttore e Dj tra i più famosi al mondo, geniale innovatore di studio, le sue collaborazioni vanno dagli U2, per i quali apriva con i suoi set il famoso Popmart Tour e per i quali ha prodotto in studio l'album Pop, a Bjork (in "Post" e "Homogenic") passando per Wim Wenders, Tricky, i Negresses Vertes e mille altri. I suoi dischi solisti, tra cui ricordiamo "Snatch" e "Turn the darlk off" sono lavori celebrati dalla critica, apprezzatissimi dagli appassionati e costruiti con un'attitudine trasversale ed imprevedibile . Howie B Presenta ad Acusmatiq 2.0 un coinvolgente concerto di musica elettronica minimale che lo vedrà alle prese con synth e sequencers, rigorosamente live.

A finire la serata ci si sposta al Lazzabaretto per il dj set del gruppo ElectroCandyMachine, per continuare a muoversi sulle vibrazioni di un beat intelligente e coinvolgente.

PROGRAMMA COMPLETO

22.7.07

La Grande Tribù presenta il nuovo album

Domenica 22 Luglio alle 21.30 alla Rotonda Ricciotti di San Benedetto del Tronto la Grande Tribù presenta il nuovo disco Abracadabra. La folk-band picena si esibirà all'interno del concerto del RADIO LINEA TRUCK TOUR organizzato da LeART.
"La Grande Tribù nasce nel 2002 nella fascia di terra che si estende tra Marche e Abruzzo, dall'unione di dieci musicisti provenienti da realtà musicali diverse, ma uniti da un forte sentimento di amicizia e di passione per la musica. ..nei sobborghi metropolitani, nei vicoli di periferia, nelle campagne di vino e frumento, nei paesetti di antiche culture e tradizioni la musica popolare non è mai morta.. C'è, ed è ancora viva, scorre nelle vene di chi non dimentica, canta la sofferenza, l'amore, l'allegria, il disagio, la poesia nelle cose più piccole, ricordi e vecchie storie, tutto ciò di cui un uomo ha bisogno per sopravvivere.. è da questo bisogno che nasce La Grande Tribù. Musica Folk con inaudite battaglie a colpi di tamburi ed inebrianti melodie, colorate con fisarmoniche, flauti, percussioni, chitarre e mandolini.. in cui si mescolano musica d'autore e ballate, per cantare e danzare tutti insieme sotto ad un unico tetto.. " (www.myspace.com/lagrandetrib)
La Grande Tribù è composta da: Marcello Piccinini (batteria), Marco Carlini (flauto e ottavino), Domenico Di Martino (fisarmonica), Roberto Capriotti (chitarra classica), Guido Pinto (basso elettrico ed acustico), Bucci Luigi (chitarra acustica), Paolo Partenza (multipercussioni), Igor Romandini (chitarra acustica ed elettrica), Massimiliano Sebillo (voce).

18.6.07

Le Radici nel cemento tra ska reggae e funky

Gran bella serata quella del 16 Giugno a Colli del Tronto (AP), dove le Radici nel Cemento si sono esibite dal vivo. Il gruppo romano ha iniziato il concerto con un medley di cover reggae, per poi passare al proprio repertorio che propone un gustoso mix di reggae, ska e funky. Lo spettacolo si è mosso dai brani dell’ultimo disco Ancora non è finita fino ai classici della storia più che decennale della band.

Dopo neanche un’ora di spettacolo il gruppo ha iniziato ad annunciare la fine del concerto e l’esecuzione dell’ultimo brano, continuando con questa simpatica gag per oltre un’ora (bis compresi). Due ore di musica da ballare per intero, non distogliendo lo sguardo però dal palco dove l’energia dei musicisti guida e coinvolge il pubblico che è parte attiva dello spettacolo. Veri istrioni sul palco sono stati il sassofonista e il trombonista, che hanno animato tutto il concerto ballando e saltando, il momento migliore della loro esibizione è stato durante Er traffico de Roma, infatti quando cantavano

“Dei mezzi pubblici so' tutti fobici pe' via der prezzo e della tempestività
Infatti l'autobus vanno lentissimi, solo 'n pochetto più veloce ce va er tram
Poi c'è la metro, bona anche quella! Solo due linee: la terza è la più bella!
Rimane er treno: sempre gajardo! Pare fatto apposta pe' chi vo' arrivà in ritardo!”

hanno usato il trombone come se si aggrappassero alle barre di un autobus, portandolo sopra la testa.
I momenti più intensi del concerto delle Radici nel cemento ci sono stati con l’esecuzione di brani come Bella Ciccia, Alla rovescia, Cicileu”, Skarabiniere (cover tratta dal repertorio dei Filo da torcere), Menevojoannà(brano che in origine era della Tribù Acustica e Ed io ero Sandokan (bellissimo brano tratto da C’eravamo tanto amati di Ettore Scola). Unica pecca la mancata esecuzione di un brano come La donna mia. Il concerto si è concluso sulle note di Fiesta.


Un concerto allegro, giocato con ironia, in cui si è parlato di politica, controllo dei mezzi di informazione e legalizzazione della marijuana, ma dove anche i sentimenti trovano il loro posto. Le Radici nel cemento offrono uno spettacolo da non perdere, basta lasciarsi trasportare dal ritmo senza lesinare nel sudore, ballando dal primo all’ultimo pezzo.
Il concerto delle Radici nel cemento era inserito nella manifestazione Solidal Colli, organizzata dall’amministrazione si Colli del Tronto, prima delle Radici nel cemento si sono esibiti gli Assaltarella, interessante gruppo che propone le musiche e i balli tradizionali del nostro territorio, e dopo la band romana i Marà-Sensi Sound System, hanno continuato la serata a ritmo di reggae.

27.5.07

Ri Cover Abili

Domenica 3 giugno alle 18.30, la Galleria Marconi di Cupra Marittima ospita Ri Cover Abili, un'esposizione di Long Playing, Musicassette e Compact Disc. Spesso il mondo musicale ha incrociato la propria strada con quello dell'arte, grandi artisti, come Warhol, hanno realizzato le copertine dei dischi dei grandi musicisti contemporanei.
I dischi esposti appartengono alla collezione di Maurizio Bolla, che si avvale per questa occasione dei testi critici di Anselmo Brutti e Rino Rossi.
Ri Cover Abili è una mostra, che la Galleria Marconi propone fuori programma, è che può essere considerata come il controaltare di Mind Games, una collettiva curata da Karin Andersen nel 2006.
Se in Mind Games gli artisti erano stati invitati a crearsi un'immagine musicale fittizia, creando anche falsi dischi, qui le copertine sono tutte autentiche ed è l'arte che si mette al servizio del discorso musicale.

“L’apertura di nuove frontiere dello spazio sonoro può allargare anche a dei concetti visivi il dato acustico. Nel momento in cui la mancanza delle tradizionali strutture compositive non rimanda più all’ascoltatore quella risposta determinata da condizioni percettive, misurabili e riconoscibili il suono continua ad essere se stesso, anzi afferma a maggior ragione il suo sé incorporandosi proprio in un’altra condizione, diversa appunto, ma proprio per questo più completa. L’immagine che ne esce fuori e che lo accompagna nella sua diffusione, ovviamente non soltanto acustica, gli permette di presentarsi per quello che esso realmente è.
Il fare artistico allarga il campo fino ad assumere una maggiore definizione con la sua veste grafica che, se mi si concede il calembour, non solo riveste, ma investe, ingloba e congloba. In genere le etichette discografiche hanno quasi sempre affidato la realizzazione delle copertine dei dischi dei loro migliori artisti ad altrettanti esperti dell’immagine, come graphic-designer, fotografi, pubblicitari o artisti di chiara fama, e la banana di Andy Warhol sulla copertina del disco dei Velvet Underground ne è praticamente l’archetipo di questo connubio”. (Anselmo Brutti)


“Nel passaggio della fruizione dalle strade (e dalle sale-concerto) alle mura domestiche l’ascoltatore ha mutato piuttosto radicalmente ruoli ed atteggiamenti nei confronti della musica. Mutato nella forma e mutuato nella sostanza. Il supporto inciso (sia esso long-playing, musicassetta o compact-disc) ha travalicato la sua stessa natura, assumendo il meta-valore di feticcio a tre dimensioni : soggetto sonoro (nel contenuto musicale); oggetto muto (nella sua fisicità) ; proiezione psicotropa (della sfera emotiva). Il packaging ( la dimensione tattile/visiva) ha via via accresciuto la sua centralità per nutrire lo spirito dei soggetti più esigenti e solleticare la fantasia del “terzo occhio”. [...] Le realizzazioni grafiche (in special modo dei progetti stazionanti nell’underground) sono state investite dai venti (contro e sotto)culturali spiranti da qualsivoglia direzione: dadaismo, plagiarismo, esoterismo, fluxus, minimalismo, pop-art, situazionismo, action painting, futurismo, sculture sonore (solo per nominarne alcuni). In tal modo l’esplosione di cotanta creatività ha condotto alla cancellazione del labile confine esistente tra la musica e lo scrigno che la racchiude : si compenetrano a tal punto che risultano indistinguibili le influenze dell’una sull’altro. Citando Eddie Prevost, se “nessun suono è innocente”, sicuramente più di una copertina avrà qualche pena da scontare!!!” (Rino Rossi)

scheda tecnica

curatore: Maurizio Bolla
testo critico: Anselmo Brutti, Rino Rossi

ufficio stampa: Dario Ciferri

fotografia: Marco Biancucci
riprese video: Stefano Abbadini
webmaster www.siscom.it



dal 3 giugno al 13 giugno




orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi

2.1.07

Il sonno della ragione genera mostri: Rockfeller

Cosa sono stati gli anni ’80? Un bel sogno o il sonno della ragione? Un’epoca di grande creatività o l’imperante trionfo del Kitch? Il ritorno a una visione più pacata delle cose o il riflusso delle coscienze? Credo, e un po’ temo, tutte queste cose. Per chi come me gli anni ’80 li ha visti con gli occhi di un bambino di un piccolo paese delle Marche, tutti i discorsi, le luci, i miti e le mode hanno avuto la voce suadente della televisione, dai cartoni animati alle trasmissioni tv, ai film, ai personaggi del cabaret. In questi ultimi mesi sto portando avanti una riscoperta degli anni ’80 sia grazie ai siti internet, fantastico da questo punto di vista Spot 80, sia attraverso la musica.
Riascoltare o ascoltare per la prima volta brani di Sabrina Salerno, Jo Squillo, Donatella Milani, i Talking Heads i Duran Duran, danno un’idea dell’atmosfera, dello stile… se poi vediamo i video musicali… Qualche giorno fa ho riascoltato la canzone del Corvo Rockefeller, si il pupazzo mosso dal ventriloquo spagnolo Jose Luis Moreno, che a metà anni ’80 era diventato l’idolo di noi bambini e sono rimasto stupito. La canzone ancora oggi mi diverte come allora (ma io sono un malato di nostalgia) solo che alcuni passi della canzone mi hanno sorpreso perché sono uno specchio preciso di un epoca e di qualcosa che sarebbe venuto poi, con piccola morale finale…

Sono il grande Rockfeller, io posso fare tutto per voi
sono il corvo best seller, avanti dimmi quello che vuoi
- voglio un computer personale,
che mentre sto a giocare, possa fare tutti i compiti per me
sì! –
tutto si può fare quanto può costare?
- un milione due milioni o forse tre –
il problema non c’è

Rock Rock Rock Rockfeller portaci con te,
vola alle Seichelles tra le palme
Rock Rock Rock Rockfeller tutti insieme a te
andiamo a est andiamo nord andiamo a sud
atterriamo in Perù

Per il grande Rockfeller, i soldi non finiscono mai
largo […] Rockfeller, esprimi il desiderio che hai
- voglio uno Shuttle personale, ci vado ad assaggiare
la via lattea con la panna ed i bignè
sì! –
tutto si può fare quanto può costare?
- un miliardo due miliardi o forse tre –
il problema non c’è

Rock Rock Rock Rockfeller portaci con te,
plana sulle Antille sull’Habana
Rock Rock Rock Rockfeller tutti insieme a te
andiamo a est andiamo nord andiamo a sud
atterriamo a Corfù

- forza forza Rockfeller, adesso fai felice anche me -
dimmi dimmi cosa c’è - fai uno sforzo come quando, tu regalasti a Noè –
ah ah!
- per la squadra del rione voglio un asso del pallone
che assomigli a Maradona e a Platinì
sì! –
tutto si può fare quanto può costare
- un triliardo due triliardi o forse tre –
il problema non c’è

Rock Rock Rock Rockfeller, vola a Disneyland
quante cose belle, per sognare
Rock Rock Rock Rockfeller, sempre insieme a te
andiamo qui andiamo lì – basta così
vi riporto a Forlì –

Vi saluta Rockfeller, gli impegni non finiscono mai
- ma perché ci vuoi lasciare –
tutti vogliono Rockfeller, da Cipro da Pechino alle Hawai
- ma prima di volare ci devi procurare
- un amico un altro amico come te –
eh???
tutto si può fare ma non si può comprare
un amico è cosa rara quando c’è
la più cara che c’è

Rock Rock Rock Rockfeller vola vola e vai
ciao ciao ciao Rocfeller torna presto

Il testo è molto banale, si potrebbero fare diverse riflessioni sul valore diseducativo del messaggio di questa canzone, ma non è questo il mio scopo. Ascoltandola mi ha sorpreso il fatto che un asso del pallone, che deve essere la sintesi dei due più grandi campioni degli anni ’80, debba costare più di uno Shuttle. Certo anche questo poteva essere possibile nel mondo di Rockfeller, dal momento che era stato lui a mettere a disposizione di Noè l’Arca per salvare le specie animali… ma poi Rockfeller ci sarà salito sull’arca con una compagna o avrà avuto uno Yacht proprio? Sembrano sciocchezze, ma l’idea di pagare cifre astronomiche un calciatore a noi sembra una cosa normale, eppure è lo sforzo più grande che viene richiesto al "povero" corvetto, un’autentica iperbole per l’epoca se pensiamo che Roberto Baggio nel ’90 sarà pagato 21 miliardi circa dalla Juventus (cifra che oggi fa sorridere). Altra curiosità è l’innocenza con cui ancora si parla di computer, averne uno che facesse i compiti era un sogno di molti allora… chissà se oggi la tecnologia c’è arrivata? Sono davvero tanti anni che non faccio più i compiti.
In effetti la strofa meno riuscita è la seconda, mentre fa sorridere la morale finale sull’amicizia, un po’ banale e discretamente paracula. Nel 2007 bisogna fare presente che tutte le cifre di cui si parla sono espresse nelle vecchie lire, e che in fondo 3 miliardi di lire per uno shuttle era un prezzo onesto…
Rockfeller mi pare un altro esempio di rampantismo anni ’80, offre un modello di successo e di felicità strettamente legato al denaro, è un corvo yuppie vestito da multimiliardario anni ’30, un magnate generoso che fa anche beneficenza, visto con l’occhio di oggi non direi che era simpatico, soprattutto se confrontato con quelli che erano i due monumenti della tv per ragazzi allora: Uan e Four.
Il corvo Rockfeller è stato una meteora nella televisione italiana, così come il ventriloquo che lo animava, che era palesemente incapace, erano evidenti i movimenti della bocca quando il corvo parlava, ma nei 2/3 anni di celebrità produsse un autentico merchandising, dai dischi ai pupazzi (originali e farlocchi) fino ai costumi di Carnevale…
Un interessante contrasto esiste però tra il corvo amico dei bambini della canzone e quello che si vedeva in tv, più sfacciato e sboccato, faceva apprezzamenti sulle belle signorine e metteva in ridicolo il povero Luis Moreno, come se non ci riuscisse già abbastanza da solo.
Rockfeller appartiene a una televisione che non c’è più, dove una persona poteva raggiungere il successo anche se aveva poco talento… è cambiato molto da allora? Alla fin fine mi sembra di no.