19.1.07

vertice

vertice
l’ho preso in un fazzoletto di carta
come una farfalla inerte
come il callifugo che non scalda
dentro un cielo una falda
racconta del deserto in bocca
di un risveglio fatto di bruciore e torpore
di una mano che stizzita
lascia a posto la linguetta della lattina

apice
a scrivere al posto di un letto
come conservare le strutture
come impilare i pelati
sotto le stelle di un presepe
comincia la macabra danza
della guida agli acquisti
un po’ i saldi un po’ internet un po’
non c’è una lira nel tempo trascorso

soffice
quando sto abbracciato al tuo maglione
come se le maglie mi stringessero nei loro intrecci fatti
come un magico incontro di vie
nelle parole che stanno vicine e danno
aria polvere collirio e poesie
vedessi come è strano stamani il vetro
e la condensa la spesa la fila alla mensa
il piatto sbeccato un crostino un gelato

complice
ho sepolto i pensieri in un pozzo di foglie
come un rastrello appeso a una parete nera
come una casa con le crepe d’una sera d’autunno
superficiale quanto basta per non avere ragione
la schedina non da più un tredici che valga
sono spariti i sogni e le panchine di metallo
verdi belle arrugginite ondulate
vere come litigare sotto una pineta


(2007)

1 commento:

clamilla ha detto...

Ciao, è molto interessante il tuo blog, tornerò a leggerti appena posso.....complimenti!
Martina